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La medicina del lavoro, si occupa anche della diagnosi, gestione e prevenzione delle malattie professionali. In questa pagina viene spiegato come gestire correttamente la denuncia di una malattia professionale.

Che cosa si intende per malattia professionale? 

La malattia professionale è un evento dannoso che agisce sulla capacità lavorativa della persona e trae origine da cause connesse allo svolgimento della prestazione lavorativa. La causa agisce lentamente e per gradi sull'organismo del soggetto e deve risultare in diretta relazione con l'esercizio di determinate attività nelle quali trovare la propria origine. Il vigente sistema di tutela si fonda su una presunzione legale del nesso di causalità tra la tecnopatia, elencata in un'apposita tabella, e le corrispondenti lavorazioni nocive.

A seguito delle sentenze della Corte Costituzionale n. 179/88 e 206/88, sono comunque tutelate tutte le malattie che, seppure non comprese in detta tabella, il lavoratore provi abbiano un origine professionale.

 

Quali sono le caratteristiche di una malattia professionale? 

Per essere classificata come malattia del lavoro, una patologia deve presentare alcune caratteristiche specifiche: 

  • Insorgenza graduale nel tempo, non legata a un singolo evento;
  • Nesso causale dimostrabile tra l'attività lavorativa svolta e la patologia.

Il riconoscimento da parte dell'INAIL è più agevole se la patologia è inserita nell'elenco malattie delle professionali, ma è comunque possibile ottenere l'indennizzo anche per malattie "non tabellate", se il lavoratore dimostra il nesso causale tra attività lavorativa svolta e malattia professionale. 

Che differenza c'è tra malattia professionale e infortunio sul lavoro? 

La distinzione tra le due situazioni è fondamentale: 

  • Un infortunio sul lavoro è un singolo evento che accade in modo improvviso, traumatico e facilmente identificabile (es. caduta, taglio, urto); 
  • Una malattia professionale si sviluppa nel tempo a causa dell'esposizione prolungata e continuativa a un rischio lavorativo legato alla mansione svolta

Entrambe le condizioni sono indennizzabili dall'INAIL, ma seguono iter differenti, soprattutto per quanto riguarda le modalità di certificazione e riconoscimento. 

Come è possibile determinare se una malattia è di natura professionale? 

La procedura per ottenere il riconoscimento di una malattia professionale si fonda su: 

  • Certificazione medica dei sintomi realizzata dal Medico Competente, dal proprio medico curante, dal medico del pronto soccorso o da qualunque medico ne venga a conoscenza;
  • Comunicazione del lavoratore del numero identificativo del certificato al Datore di Lavoro entro 15 giorni dall'emissione. Trascorsi 3 anni dalla comparsa dei sintomi, se il lavoratore non inoltra il certificato perde ogni diritto.
  • Denuncia all'INAIL da parte del Datore di Lavoro che deve trasmettere gli estremi del certificato entro 5 giorni dal ricevimento. Se non lo fa, il lavoratore può procedere autonomamente rivolgendosi direttamente all'INAIL per via telematica o attraverso un Patronato.
  • Istruttoria INAIL: in generale l'INAIL ha 30 giorni di tempo per rispondere ma, in base al carico di lavoro dell'ente, i tempi possono essere più lunghi. Il lavoratore viene convocato per una visita specialistica per la valutazione del danno e viene esaminata tutta la documentazione che il lavoratore consegna; 
  • Valutazione del nesso causale: il personale medico legale dell'INAIL analizza la documentazione e valuta la correlazione tra la patologia e le mansioni svolte e documentate.
  • Esito della pratica: l'INAIL comunica al lavoratore il riconoscimento o il rigetto della malattia professionale.Se la malattia è riconosciuta, l'INAIL eroga indennizzi economici e sanitari, che possono essere una somma una tantum (per danni minori) o una rendita mensile (per danni più gravi). In caso di rigetto, il lavoratore ha 30 giorni di tempo per presentare ricorso direttamente o tramite Patronato. In caso di assenza di risposta dell'INAIL trascorsi 150 giorni la pratica si intende rigettata ma è comunque possibile fare ricorso.

Il medico competente riveste un ruolo chiave nel monitoraggio della salute dei lavoratori, identificando tempestivamente eventuali segnali di patologie correlate all'attività lavorativa e guidando il lavoratore nel percorso di gestione appropriata della situazione. Infatti, il Medico Competente, se la ritiene fondata, può avviare la denuncia. 

Chi certifica la malattia professionale?

Per avviare la procedura di riconoscimento da parte dell'INAIL, è indispensabile presentare un certificato medico che attesti la natura professionale della patologia. Qualunque medico venga a conoscenza ha l'obbligo di denunciare il sospetto di malattia professionale Questo certificato può quindi essere rilasciato: 

  • dal medico curante, come il medico di base; 
  • dal Medico Competente designato dall'azienda per effettuare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori;
  • da un medico specialista;
  • da un medico convenzionato con il Patronato;
  • dal medico del pronto soccorso;
  • comunque, da qualunque medico che ne conosca l'esistenza.

Il certificato deve contenere una diagnosi chiara e un sospetto nesso causale con l'attività lavorativa, elemento fondamentale per l'eventuale indennizzo.

Per i medici registrati presso il portale INAIL è possibile effettuare la denuncia direttamente dal portale che al termine della procedura consentirà al medico di scaricare quattro file .pdf:

  • Certificato per il lavoratore
  • Certificato per il Datore di Lavoro che non contiene dati sensibili e che il lavoratore dovrà inviare al Datore di Lavoro, ma può bastare anche l'invio del codice del certificato telematico
  • Referto medico
  • Denuncia/segnalazione ex art. 139 del d.lgs.1124/1965 per la trasmissione da parte del medico alla Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) e/o al servizio Spisal delle ASL.

Cosa comporta la malattia professionale per il datore di lavoro? 

Il riconoscimento di una malattia professionale da parte dell'INAIL comporta per il datore di lavoro diversi obblighi e potenziali conseguenze: 

  • Aggiornamento del DVR con nuova valutazione del rischio; 
  • Adozione di misure correttive e formazione del personale; 
  • Collaborazione con l'INAIL nella fase istruttoria; 
  • Aumento del premio assicurativo INAIL, se vi è responsabilità accertata;
  • L'assicurazione obbligatoria esonera il Datore di Lavoro dalla responsabilità civile a meno che i fatti da cui deriva la malattia non costituiscano reato. In tal caso il Datore di Lavoro sarà chiamato ad integrare la parte eccedente alle indennità liquidate dall'INAIL

In particolare, l'indennizzo INAIL non copre tutti i danni: restano scoperti quelli morali, esistenziali e patrimoniali. Infatti, il lavoratore può agire contro il Datore di Lavoro (DL) per risarcimento dei danni se dimostra che:

  • il DL ha violato le norme di salute e sicurezza di cui al D.Lgs.81/08;
  • c'è stato un comportamento colposo o doloso da parte dell'azienda;
  • esiste un nesso causale fra il comportamento del DL e la malattia professionale.

Per quanto sopra è importante che il Medico Competente attui una sorveglianza sanitaria in grado di far emergere precocemente eventuali segnali di possibile insorgenza di queste malattie.

Cosa deve fare il lavoratore in caso di malattia professionale?

Quando il lavoratore sospetta di aver contratto una malattia professionale deve: 

  1. Procurarsi certificazione medica dei sintomi realizzata dal Medico Competente, dal proprio medico curante, dal medico del pronto soccorso o da qualunque medico ne venga a conoscenza;
  2. Comunicare il numero identificativo del certificato al Datore di Lavoro entro 15 giorni dall'emissione. Trascorsi 3 anni dalla comparsa dei sintomi, se il lavoratore non inoltra il certificato perde ogni diritto. Il Datore di Lavoro deve trasmettere gli estremi del certificato entro 5 giorni dal ricevimento. Se non lo fa, il lavoratore può procedere autonomamente rivolgendosi direttamente all'INAIL per via telematica o attraverso un Patronato.
  3. Seguire le indicazioni sanitarie dell'INAIL e completare eventuali accertamenti richiesti. 

È importante agire nei tempi previsti per il riconoscimento dei diritti legati alla patologia. 

Cosa rischia il datore di lavoro in caso di malattia professionale? 

Il primo effetto è l'aumento del premio assicurativo INAIL, se vi è responsabilità accertata;

L'assicurazione obbligatoria esonera il Datore di Lavoro dalla responsabilità civile a meno che i fatti da cui deriva la malattia non costituiscano reato. In tal caso il Datore di Lavoro sarà chiamato ad integrare la parte eccedente alle indennità liquidate dall'INAIL

In particolare, l'indennizzo INAIL non copre tutti i danni: restano scoperti quelli morali, esistenziali e patrimoniali. Infatti, il lavoratore può agire contro il Datore di Lavoro (DL) per risarcimento dei danni se dimostra che:

  • il DL ha violato le norme di salute e sicurezza di cui al D.Lgs.81/08;
  • c'è stato un comportamento colposo o doloso da parte dell'azienda;
  • esiste un nesso causale fra il comportamento del DL e la malattia professionale.

Per quanto sopra è importante che il Medico Competente attui una sorveglianza sanitaria in grado di far emergere precocemente eventuali segnali di possibile insorgenza di queste malattie.

Una corretta valutazione del rischio e l'adozione di un sistema efficace di sorveglianza sanitaria rappresentano la principale tutela per l'azienda. 

Come funziona la malattia professionale INAIL?

L'INAIL attiva la procedura per il riconoscimento della malattia professionale dopo aver ricevuto la documentazione necessaria. La procedura include: 

  1. Analisi dei documenti medici e lavorativi; 
  2. Verifica del nesso causale tra attività e patologia (con richiesta visita e possibili accertamenti integrativi); 
  3. Valutazione del grado di inabilità
  4. Comunicazione dell'esito e della misura dell'indennizzo. 

Se la patologia è inserita nell'elenco malattie professionali, la procedura è più rapida.

Come viene pagata la malattia professionale? 

L'INAIL prevede un'indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta quando lo stato di inabilità del lavoratore gli impedisce temporaneamente totalmente e di fatto di svolgere la propria attività lavorativa.

Il Datore di Lavoro ha l'obbligo di pagare il 100% della retribuzione per il primo giorno di malattia professionale e il 60% per i successivi 3 giorni.

L’Inail eroga l’indennità giornaliera nella misura del:

  • 60% della retribuzione media giornaliera fino al 90° giorno
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica.

In caso di ricovero dell’assicurato in un istituto di cura, l’Inail può ridurre di un terzo l’importo della indennità al lavoratore senza familiari a carico.

L'INAIL provvede a erogare il risarcimento per malattia professionale per qualunque danno biologico permamente in base al grado di inabilità: 

  • Sotto al 6% nessuna indennità
  • Quando il danno biologico causato dalla malattia professionale si attesta tra il 6% e il 15%, l'INAIL riconosce un compenso economico una tantum sotto forma di indennizzo in capitale che viene stabilito anche in base all'età (i più giovani percepiscono un'indennità maggiore); 
  • Rendita vitalizia mensile a partire dal 16% che dipende dalla percentuale di inabilità;
  • Il danno biologico è rivalutato saltuariamente con appositi decreti attuativi.

C'è poi il risarcimento del danno patrimoniale: 

  • previsto a partire dal 16% di inabilità che dipende dal grado di menomazione: nelle tabelle INAIL ci sono quattro gradi di menomazione (A, B, C e D) suddivise in 7 fasce legate alla percentuale di inabilità;
  • prevista una quota integrativa pari al 5% per il coniuge e per ogni figlio a carico fino a un massimo di 26 anni di età oppure senza linite d'età in caso di figlio invalido
  • possibile anche il danno differenziale ma solo se il lavoratore agisce in giudizio contro il Datore di Lavoro o al terzo reposabile per ottenere il risarcimento del maggior danno subito secondo il diritto civile andando in pratica ad esigere la quota che eccede rispetto a quanto erogato dall'INAIL per i due punti precedenti. Non è applicabile sotto il 6% di invalidità. Fra il 6 e il 15% è determinato sottraendo il risarcimento riconosciuto dall'INAIL a quello ottenibile in sede civilistica. Per invalidità superiori al 15% il calcolo è complesso e dipende da apposite tabelle.
  • il riasrcimento patrimoniale è rivalutato annualmente.

Il generale, il risarcimento non grava direttamente sul Datore di Lavoro, a condizione che siano stati rispettati gli obblighi di prevenzione e sicurezza. 

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