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Nel mondo del lavoro, l’esposizione a fattori di rischio professionale può determinare nel tempo lo sviluppo di patologie che rientrano nell’ambito delle malattie professionali. Quando si manifesta una di queste patologie, è importante sapere come procedere con la denuncia della malattia professionale all’INAIL, affinché il lavoratore possa accedere agli eventuali indennizzi previsti dalla normativa.
In questa guida approfondita, vedremo chi deve presentare la denuncia, come avviene l’iter, quali documenti sono necessari, quali sono le tempistiche da rispettare e che cosa prevede l’INAIL in termini di indennizzo e risarcimento delle malattie professionali.
La normativa italiana stabilisce che qualunque medico venga a conoscenza di una malattia professionale, ha l'obbligo di denunciarla tempestivamente. Il medico può farlo direttamente per via telematica se è registrato al portale INAIL e fornire al lavoratore il numero del certificato oppure può consegnare il primo certificato di malattia professionale in triplice copia al lavoratore in modo che provveda direttamente all'invio all'INAIL e al Datore di Lavoro entro 15 giorni.
Il Datore di Lavoro che riceva dal lavoratore il primo certificato di malattia professionale o il numero del certificato stesso, ha 5 giorni di tempo per inoltrarlo all'INAIL. Qualora il Datore di Lavoro non provveda o il lavoratore non sia più alle sue dipendenze, quest'ultimo puà provvedere direttamente oppure avvalendosi di un Patronato.
Trascorsi 3 anni dall'insorgenza dei sintomi, se il lavoratore non provvede alla denuncia, perde ogni diritto di risarcimento.
Il medico dovrà quindi compilare il "primo certificato di malattia professionale" in triplice copia:
Il primo certificato di malattia professionale viene inviato da:
Inoltre, nei casi in cui la malattia professionale abbia causato lesione grave o gravissima, dovrà compilare il "referto di malattia professionale" che ha lo scopo di segnalare all'autorità giudiziaria la diagnosi di una malattia professionale per le indagini del caso sui fatti che possono averla generata. Il referto deve essere inviato all'Ispettorato del Lavoro, al servizio PSAL della ASL di competenza per il luogo di lavoro ed all'INAIL competente per il domicilio del lavoratore.
Definizione di lesione grave:
Definizione di lesione gravissima:
Tutti questi passaggi servono a garantire la tutela del lavoratore, l’eventuale riconoscimento dei suoi diritti e l'eventuale risarcimento secondo quanto previsto nelle tabelle INAIL delle malattie professionali.
La procedura per inoltrare la denuncia è articolata, ma ben definita:
Alla denuncia si allegano:
L’INAIL prenderà in carico la pratica e, nel corso della valutazione potrà richiedere daocumentazioni o valutazioni aggiuntive tese a verificare il nesso causale tra la patologia della malattia e l’attività lavorativa svolta in azienda in particolar modo nei casi di malattie non tabellate..
La normativa italiana stabilisce che qualunque medico venga a conoscenza di una malattia professionale, ha l'obbligo di denunciarla tempestivamente.Il primo certificato medico di malattia professionale può essere quindi rilasciato da:
È un documento fondamentale perché attesta la diagnosi clinica e indica un possibile nesso causale con il lavoro.
Una volta ottenuto il primo certificato di malattia professionale, il lavoratore ha 15 giorni per trasmetterlo al Datore di Lavoro, oppure provvedere, direttamente o con l'ausilio di un patronato, all'invio all'INAIL qualora non sia più alle dipendenze dello stesso.
Tuttavia, il lavoratore ha 3 anni di tempo dalla comparsa dei primi sintomi per provvedere alla denuncia, trascorsi i quali perde ogni diritto di indennizzo.
Il soggetto che si occupa del risarcimento per le malattie professionali è l’INAIL. Le tutele economiche previste per il risarcimento del danno biologico variano in base alla gravità della patologia e alla percentuale di menomazione riconosciuta:
Per il periodo di inabilità temporanea, l'INAIL interviene dal quarto giorno di malattia con un indennizzo ari al 60% della retribuzione fino al 90° giorno per poi salire al 75% dal 91° fino alla guarigione clinica o comunque al termine dell'inabilità temporanea. In alcuni casi il CCNL applicato può prevedere la retribuzione al 100%.
Il Datore di Lavoro è tenuto a pagare il 100% della retribuzione il primo giono e il 60% nei 3 giorni successivi.
Inoltre, per danno superiore al 15% è previsto anche l'indennizzo del danno patrimoniale, anche questo stabilito sulla base del grado di menomazione prevedendo anche una quota integrativa del 5% per il coniuge e per ogni figlio a carico fino ai 26 anni, oppure disabile senza limiti di età.
Infine, il lavoratore può decidere di agire in giudizio nei confronti del Datore di Lavoro o del terzo responsabile (eventuale intermediario) per il riconoscimento del danno differenziale ovvero del risarcimento della differenza fra quanto risarcito dall'INAIL e quello che il lavoratore ritiene essere il maggior danno subito ai sensi del Codice Civile.
L’importo dell’indennizzo del danno biologico per i gradi di inabilità dal 6 al 15% è determinato da:
Per inabilità dal 16%, trattandosi di una rendita vitalizia, si valuta solo la percentuale di inabilità.
Sotto il 6% non è previsto alcun risarcimento per danno biologico.
C'è poi l'indennizzo per danno patrimoniale che è ,previsto per inabilità superiore al 15% che viene calcolata sulla base del redditto percepito nell'anno precedente applicando dei coefficienti di riduzione in base alla paercentuale di inabilità. Questa quota viene poi integrata del 5% per il coniuge e per ogni figlio a carico fino a 26 anni di età oppure per figlio disabile senza limiti di età.
La domanda può essere respinta per vari motivi fra i quali i più frequenti sono insufficienza di prove mediche, mancanza di correlazione fra malattia e attività lavorativa o incompletezza della domanda perchè mancano dei documenti.
Il lavoratore si può opporre però anche per:
In questi casi, o a seguito di esito negativo della richiesta di revisione, è possibile presentare un ricorso amministrativo al Comitato Provinciale dell'INAIL competente per il domicilio del lavoratore entro 60 gg. dal rigetto della richiesta di revisione. Per il lavoratore è possibile farsi assistere da un Patronato.
Il procedimento in opposizione si considera in ogni caso concluso trascorsi 150 gg. oppure 210 gg. nei casi di revisione delle rendite.
Nel caso in cui l'istanza non fosse accolta o l'esito non fosse soddisfacente, l'ultima possibilità è il ricorso giudiziario, con l'assistenza di un avvocato, presso il Tribunale del Lavoro entro 30 gg.
Il termine di prescrizione per il ricorso giudiziale è di tre anni e 150 giorni (210 per le revisioni delle rendite) a decorrere dal giorno di manifestazione della malattia professionale.
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